Lotta
integrata
Dal 1988 in questo Istituto viene praticata, in collaborazione con la Regione Veneto, l'Istituto Fitopatologico di Verona e il Consorzio Ortofrutticolo di Minerbe (di cui si è soci), la lotta integrata sulle colture arboree (meleto, pereto, drupacee).
La lotta integrata è un sistema di controllo degli organismi dannosi che utilizza tutti i fattori e le tecniche disponibili per mantenere le loro popolazioni al di sotto di densità tali da comportare danno economico, dando la priorità a fattori di limitazione, parassiti predatori naturali ed alle soglie di danno.
Si tratta quindi di un metodo di razionalizzazione dell'uso delle risorse fitoiatriche, siano esse di natura chimica, biologica, fisica, agronomica o biotecnologica.
Questo sistema di lotta si basa sull'utilizzazione di un principio attivo (chimico o biologico) solo quando il parassita raggiunge, sulla coltura, una determinata "soglia economica", intendendosi per essa il momento in cui il costo dell'intervento è comunque inferiore al reale danno economico che si avrebbe se non fosse eseguito il trattamento stesso.
La migliore conoscenza dei cicli biologici dei parassiti, degli animali utili, dell'ospite ed il comportamento della entomofauna dannosa e utile, sono i presupposti di questa lotta mirata che consente un notevole risparmio sia per il minor numero di trattamenti (30 - 50 % in meno), sia per i minori danni all'ambiente. Il controllo delle popolazioni del parassita e degli eventuali suoi antagonisti deve essere fatto in particolari momenti e con varie tecniche. Nell'Azienda Agraria Didattica dell'Istituto, viene effettuato un monitoraggio 2 volte a settimana attraverso delle trappole sessuali le quali, catturando i maschi adulti, con opportuni parametri, forniscono le soglie entro le quali non intervenire.
Il sistema delle trappole feromoni viene impiegato per i principali parassiti del melo e delle drupacee: Carpocapsa, Eulia, Cydia Molesta, Sesia, Capua, Litocollete e Cemiostoma.
Altro sistema adottato è il controllo visivo tramite il quale si riesce a notare la presenza ed il numero di eventuali predatori della specie dannosa per le colture; se ci sono predatori in numero tale da contenere il parassita, anche in questo caso, non si procede al trattamento.
Quando, in casi estremi, l'uso del trattamento chimico fosse indispensabile, i prodotti chimici che vengono impiegati, devono essere compatibili con i principi fondamentali della lotta guidata integrata e quindi devono:
- possedere caratteristiche di buona selettività, cioè efficaci contro la specie che si vuole ridurre a densità accettabili, senza causare azione di disturbo agli organismi utili (insetti pronubi, parassitoidi, predatori);
- essere facilmente denaturati dall'azione biochimica del terreno e fisica dell'atmosfera;
- essere usati razionalmente preferendo periodi di distribuzione sfasati rispetto alla presenza di nemici naturali (es. trattamenti invernali).
La lotta integrata, quindi, coinvolge le competenze di più discipline con un unico obiettivo: la protezione delle piante dalle avversità, salvaguardando gli interessi economici e la salute pubblica, nel rispetto dell’ambiente.
Nell'azienda I.T.A.S. , varie sono state le sperimentazioni effettuate in tal senso. Si sono sottoposte 300 piante di melo al controllo della Sesia tramite delle retine poste sul punto d'innesto e periodicamente testate, fino a controllare efficacemente il parassita.
Si è effettuata una prova con dei Nematodi su un numero limitato di piante ed ha dato risultati apprezzabili.
Da alcuni anni non si esegue più nessun trattamento contro il Ragnetto Rosso, un parassita del melo tra i più pericolosi e quindi più trattato, con evidente vantaggio per la salute pubblica ed economico per l’azienda.
Contro le malattie fungine (es. ticchiolatura), la lotta si basa sulle conoscenze epidemiologiche delle varie eziologie. A tale scopo, nel’azienda si è installata una centralina elettronica computerizzata di estrema precisione, la SM 3820 della SIAP, che consente di intervenire con il prodotto giusto al momento giusto.
L’impiego di tutti questi accorgimenti usati nella lotta guidata integrata, si traduce, in pratica, nell’analisi di frutta prelevati nell’azienda dell’I.T.A.S. che testimoniano la qualità della frutta stessa. Infatti, per quanto riguarda i Ditiocarbammat, il residuo trovato è stato 0,6 P.P.M., nettamente più basso rispetto al residuo medio ammesso pari a 2 P.P.M.
Invece, riguardo ai Fosfati e all’Azociclotin, nessun residuo è stato trovato.
Tali dati evidenziano quindi che l’operare correttamente porta senz’altro ad ottimi risultati.
Da qualche tempo l’Istituto Tecnico Agrario Statale "A. Trentin" fa parte del Consorzio per la valorizzazione commerciale e la tutela della produzione orto-frutticola che prevede l’istituzione di un marchio per la propria frutta, dichiarando la piena disponibilità a seguire gli indirizzi produttivi che verranno proposti e ad accettare controlli e prelevamenti di campioni dei prodotti da parte del consorzio stesso, il tutto sempre con lo stesso scopo:
"Produrre sano e genuino, ponendo la salute pubblica al centro di ogni riferimento".